Scratch, imparare programmando

Ottima riflessione di Andrea Patassini su programmazione e didattica.

Ci sono scuole italiane che usano e fanno rete con Scratch, inserendolo nei  percorsi educativi disciplinari.

http://scratch.mit.edu/studios/249070/

http://scratch.mit.edu/studios/321445/

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

scratch_logo di Andrea Patassini

Tutti i giorni compiamo operazioni con computer, smartphone, tablet o anche strumenti digitali che troviamo nei luoghi che frequentiamo, a lavoro, nei luoghi pubblici, quando facciamo la spesa e così via. Sono operazioni immediate, rese semplici da interfacce comprensibili e solitamente intuitive. Dietro di esse c’è un linguaggio di programmazione capace di rendere operativo tutto ciò che compiamo. Certo, quel linguaggio appare decisamente più complesso rispetto alle pratiche che compiamo quotidianamente nelle nostre attività digitali, ma è proprio grazie a quella complessità che riusciamo a realizzare ciò che desideriamo, in ambito tecnologico. Ma è davvero importante capire il linguaggio di programmazione? Solitamente tendiamo ad individuare un gruppo ristretto di persone interessate e impegnate nella programmazione, per i restanti questo aspetto resta solitamente inesplorato. È interessante riflettere e approfondire il pensiero di Mitchel Resnick, direttore del Lifelong Kindergarten presso il MIT Media Lab, impegnato nello sviluppo di strumenti…

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La nuova ricchezza

Ma quanta energia nasce dall’incontro tra persone? Ci sto pensando mentre leggo mail, vedo foto e rincorro link che si susseguono velocemente.

Penso alle parole, allo scambio di idee ed ai progetti che da piccoli piccoli diventano grandi.

Penso che siamo ricchi ogni volta che abbiamo la fortuna e la passione di ascoltare e parlare, di condividere e creare insieme agli altri.

In questa storia ci sono disegni di bambini che dal centro dell’Africa arrivano in una scuola dell’Umbria e che solo a guardarli raccontano un mondo.
In questa storia ci sono anche dita di bambini che muovono blocchetti di codice per far volare la Befana e riusare calzini spaiati e lo fanno collegati in Hangout con tanti altri bambini in tutta Italia
In questa storia c’è la collaborazione di tante persone, senza le quali questa storia non ci sarebbe stata.

Dopo aver letto e vissuto questo e questo penso che la collaborazione sia la nuova, grande ricchezza.

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#serr13: un finale che non finisce qui

Ora che la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è alle spalle, possiamo ripensarla e capire cosa si è mosso, come è andata.  E vederne anche le immagini che raccontano un pezzettino di questa bella storia.

L’inizio ed il senso della storia era già scritto qui https://catemos.wordpress.com/2013/11/17/ewwr-serr-questo-non-potevo-dimenticarlo/ , il finale si trova  QUI nei progetti che hanno realizzato i bambini di Roma, Bologna,Sigillo, Fabriano, Milano, Napoli,…

 Il finale si trova anche in quello che hanno vissuto, imparato e condiviso piccoli e grandi.

E’ un finale pieno di idee per ridurre e riusare rifiuti, per vivere il nostro mondo in maniera sostenibile.

 E’ un finale che usa le tecnologie per raccontarsi e per conoscerle, loro,  le tecnologie, che ai bambini

piacciono tanto.

Questo, però, è un finale speciale, perché in verità non è un finale ma l’inizio di storie che hanno in comune scuola, bambini, didattica e tecnologia: Hour of code http://csedweek.org/ in classe, piccoli mentor  pronti per CoderDojo, voglia di riusare tante cose, didattica costruttiva e digitale.

“If we teach today’s student as we taught yesterday’s, we rob them of tomorrow” John Dewey

Galleria Fotografica/Sigillo

Voci da NonsolociripàBolognaMilanoRoma e ancora Roma

#ewwr #serr : questo non potevo dimenticarlo

La settimana in arrivo sarà un po’ speciale, perché un po’ di persone che vivono in giro per l’Italia, ma anche per l’Europa, parleranno e faranno cose per educare ( gli altri ma anche se stessi) alla riduzione e al riuso dei rifiuti.

Una persona di quelle lì sarò io. Insieme alle Associazioni Non Solo Ciripa‘, Coderdojo di Bologna, Milano e Roma, Fublab di Bolzano e DIY di Torino, insieme ad altri insegnanti, vogliamo creare, utilizzando Scratch, delle risorse didattiche innovative che abbiano come tema la riduzione dei rifiuti, il riuso e il riciclo.

Scratch è un ambiente d’apprendimento sviluppato dal gruppo di ricerca Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab di Boston. Con Scratch è possibile costruire animazioni, giochi, storie interattive, musica, utilizzando un linguaggio di programmazione adatto ai più piccoli. I ragazzi si divertono a “scrivere” i prodotti digitali e questo li aiuta anche a sviluppare una conoscenza critica e consapevole del mondo digitale. I ragazzi apprendono in modo costruttivo e collaborativo.
Maria Beatrice Rapaccini, una mammaprofessoressaingegnera e ispiratrice del progetto, dice che “Programmare permette di sviluppare il pensiero logico, il pensiero computazionale e di apprendere delle strategie per il problem-solving che si ripercuotono anche nelle altre discipline. Scratch è inoltre un social network protetto, dove poter condividere i propri progetti, collaborare, apprezzare e remixare i progetti degli altri”

Quella in arrivo è la Settimana Europea di Riduzione Rifiuti, quella in arrivo è la settimana in cui un po’ di gente realizzerà un progetto che abbiamo chiamato Eco Scratch e lo farà in tutti questi posti qua: I.C. (che vuol dire Istituto comprensivo) di Sigillo (PG), I.C. Marco Polo di Fabriano (AN), IC Alfieri-Lante della Rovere di Roma, CODERDOJO Roma (Luiss Enlabs), CODERDOJO Milano (Theater of Imagination), CODERDOJO Bologna (Urban Center) insieme ai ragazzi di RaccattaRAEE.
E allora buona Settimana di pensieri creativi. Il riuso sia con voi!

Dimenticavo, tra qualche giorno fatevi un giro nel sito per le risorse didattiche del MIT e nella gallery disponibile su sito di Scratch: ci saranno tutti i prodotti nati in questa settimana e tante idee per il riuso di bottiglie e calzini spaiati!

Grazie a Maria Beatrice Rapaccini @tormiento, Agnese Addone @agaddone e Carmelo Presicce @tarmelop . Questo non potevo dimenticarlo.

Open per la scuola!

La prima volta che l’ho sentita parlare la cosa che più mi ha colpito è stata la passione e l’entusiasmo. E c’erano anche Roberta e Patrizia, le colleghe di Enrica, quelle che insieme a lei fanno un bellissimo lavoro di squadra, tutte con la stessa passione negli occhi. Parlavano di software liberi e open-source, parlavano di scuola, Lim e innovazione. Non ho resistito, volevo sapere di quel software che, anche se hai diverse Lim nella stessa scuola o se hai solo un computer ed un proiettore, ti permette di creare lezioni interattive e divertenti e trasportarle da un dispositivo ad un altro senza problemi. Non potevo far altro che chiedere ad Enrica, che di cognome fa Pierini, insegnante alla DD di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia.

Ecco quello che è venuto fuori.

Che cosa è Open-Sankoré?

Open-Sankoré è un programma multipiattaforma, open-source compatibile con ogni tipo di hardware interattivo. E’ tradotto in diverse lingue. La sua gamma di strumenti si adatta a tutti gli utenti: dai principianti agli esperti.

  • Il programma fa parte di un più ampio ecosistema internazionale di insegnanti dedicati alla didattica digitale interattiva.
  • La comunità Sankoré può accedere rapidamente a contenuti e alle ricche e varie risorse didattiche digitali.
  • Tutorial scaricabili in inglese e francese, permettono di imparare velocemente il software.
  • Il Team per le ICT della D.D. di Castiglione del Lago, ha elaborato esaustive dispense in italiano scaricabili dal sito: http://www.dirclago.it/

Il programma Open-Sankoré è uno strumento gratuito che ha un codice open-source il cui formato può essere studiato in continuazione, perfezionato e adattato alle nuove esigenze. La possibilità di creare nuove applicazioni gli conferisce una flessibilità ancora maggiore.

Oltre a commentare, disegnare, e mettere in evidenza, il programma Open-Sankoré dà la possibilità di arricchire il contenuto della lezione con l’importazione di animazioni flash, immagini, audio, video, file pdf o documenti ppt esistenti.

Fin dalla sua nascita, il programma Open-Sankoré è stato progettato per e con gli utenti. Grazie ad un team composto da specialisti e sviluppatori, questo programma è venuto in essere. Ad un’interfaccia ergonomica, unisce la semplicità dei tradizionali strumenti didattici con i vantaggi offerti dalle ICT applicate all’insegnamento.

Come lo avete usato nella didattica?

Nel nostro Circolo Open-Sankoré ha visto molteplici e interessanti applicazioni,

perché intuitivamente applicabile ai percorsi delle diverse discipline.

E’ stato utilizzato dai docenti per lezioni frontali multimediali ma anche per elaborazioni di conoscenze e concetti da parte degli alunni. In entrambi i casi è stata indispensabile una minima competenza informatica facilmente acquisibile anche attraverso la sperimentazione del software.

Inoltre, grazie alla ricchezza della sua biblioteca e alla formattazione di base, è stato utilizzato come una lavagna con il vantaggio di avere avuto a disposizione tutti i linguaggi multimediali.

Nella raccolta che abbiamo in parte già codificato nel sito prima citato, si possono trovare alcune delle applicazioni da noi sperimentate. L’uso quotidiano, più estemporaneo ma non meno efficace, ha permesso di volta in volta di rielaborare acquisizioni pregresse, amplificarne i concetti, di condividere lezioni con altri colleghi e puntualizzare le implicazioni interdisciplinari.

Perchè una scuola dovrebbe usarlo?

Nel nostro Circolo Didattico erano state installate diverse LIM, per ognuna di esse avevamo un software della casa. Noi abbiamo scelto di utilizzare Open-Sankoré per rispondere ad una necessità di condivisione e di documentazione comune dei percorsi didattici.

E’ stata una scelta coraggiosa.

Conoscevamo software molto stimolanti, complessi e ‘accattivanti’, con possibilità manipolative notevoli. Nella nostra scelta ha prevalso, oltre alla necessità già detta, l’adesione e la condivisione al mondo e del mondo open-source. Abbiamo aderito ad una filosofia e ad una pratica di grande valore, nei quali il mezzo e il fine coincidono, e non è cosa da poco in nessun campo, e assume un valore alto quando parliamo di SCUOLA.

Cosa invece non ti piace di O S?

Lo devo ancora scoprire.